mercoledì 19 settembre 2012

PROGRAMMA SSP: IL VERO OBIETTIVO DEL CYBER SPIONAGGIO OCCIDENTALE?

Negli ultimi tempi si è molto discusso sui worm Stuxnet, Duqu, Flame e Mahdi, e molte sono state le supposizioni sui reali scopi di questi malware ben disegnati e così maledettamente efficaci. Se Stuxnet è stato ideato come vera e propria cyber arma con l’obiettivo di neutralizzare le centrifughe dei sistemi di arricchimento d’uranio, gli altri worm sono stati espressamente studiati come strumenti di cyber spionaggio per individuare e sottrarre documenti, schemi e informazioni in genere.

Questi worm sono stati sviluppati e diffusi con un impressionante dispiego di forze e investimenti, necessari per pagare diverse vulnerabilità 0-day molto costose, assoldare team di sviluppo di alto livello e allestire un’infrastruttura di server distribuita e ramificata in tutto il mondo, rendendo così evidente la mano di governi, multinazionali e chissà quali black budget dietro operazioni di tale portata. Diverse fonti, infatti, hanno attribuito la paternità dei worm ad enti pseudo governativi di Stati Uniti, Israele e Regno Unito. Se poi si analizzano i dati sulla diffusione geografica degli attacchi informatici portati da questi worm, appare indiscutibile che l’epicentro della loro azione sia sempre l’Iran.

Perché l’Iran?

Molti media hanno attribuito l’estrema attenzione nei confronti dell’Iran alla preoccupazione dei paesi occidentali verso il programma nucleare iraniano e il possibile sviluppo di armi nucleari. Un’ipotesi che non mi ha mai convinto del tutto poiché, oltre ai paesi NATO e ad Israele, oggi diverse nazioni dispongono di un consistente arsenale nucleare, fra cui Russia, Cina, India, Pakistan e Corea del Nord, e non si può fare totale affidamento sul disarmo e il rispetto del Trattato di Non Proliferazione (TNP) da parte di Giappone, Brasile, Spagna, Arabia Saudita e Siria, giusto per citare alcuni aderenti.

Il sospetto che dietro la smania di penetrare l’Iran ci sia qualcosa di più è rafforzato anche dal continuo latrare dei governi occidentali contro il regime iraniano attraverso i media compiacenti, senza però aver mai tentato di mordere veramente. Perché?

Una possibile risposta mi è apparsa quasi per caso dopo aver letto un’interessante serie di dichiarazioni di M.T. Keshe.


M.T. Keshe e la Keshe Foundation

Mehran Tavakoli Keshe è un ingegnere nucleare iraniano, classe 1958, fondatore della Keshe Foundation che ha sedi in Olanda e Belgio, è formata da scienziati di varie nazioni e si è posta l’obiettivo di implementare la pace nel mondo mediante il rilascio di nuova tecnologia al genere umano. Le opere della Keshe Foundation sono indirizzate alla soluzione dei più gravi problemi dell’umanità, ovvero il riscaldamento globale e la carenza di fonti energetiche, acqua e cibo. Obiettivi che, stando alle dichiarazioni della fondazione, sono stati pressoché raggiunti, tanto che il 6 settembre 2012 è prevista la seconda presentazione internazionale a Ninove in Belgio nel corso della quale è prevista l’illustrazione e il rilascio di tecnologie avanzate ai governi che vorranno intervenire.

Le attività della Keshe Foundation riguardano lo studio di aspetti scientifici molto importanti come il magnetismo naturale, i campi elettromagnetici, la materia, il plasma, la forza di gravità e l’energia libera. Aspetti che, a quanto pare, hanno consentito alla fondazione di sviluppare reattori statici al plasma nucleare eroganti energia pulita, apparecchiature nucleari per l’applicazione medica e sanitaria e, udite udite, sistemi tecnologicamente avanzati per l’esplorazione spaziale. Pare che tutte queste tecnologie siano già da tempo a disposizione dei governi di Iran e Siria.

Si tratta di tecnologie che consentirebbero di sfruttare le forze gravitazionali e magnetiche per i trasporti su imbarcazioni ultra rapide, non rilevabili con l’attuale tecnologia radar e in grado di coprire la distanza fra Teheran e New York in circa dieci minuti. Tecnologie basate sul plasma che permetterebbero di risolvere in un sol colpo la crisi energetica e la penuria di acqua e cibo, così come di raggiungere nuove frontiere nell’assistenza sanitaria.
Una prima parte di queste innovative tecnologie sono state presentate per la prima volta ad una delegazione mondiale composta da ambasciatori di varie nazioni in un apposito incontro privato tenutosi a Bruxelles il 21 aprile 2012: alcuni paesi hanno partecipato, altri hanno scelto di ignorare l’invito, mentre altri hanno rinunciato anche a causa delle pressioni di altre nazioni. L’Italia potrebbe essere uno di questi ultimi.

Forse la migliore conferma sul reale ed effettivo funzionamento di queste tecnologie è giunta nell’arco di sole 36 ore dalla presentazione, con la frettolosa emanazione di un ordine esecutivo del Presidente degli Stati Uniti a firma di Barack Obama mediante il quale gli USA diffidano i governi di Iran e Siria dall’introdurre nel territorio americano le tecnologie proposte poiché metterebbero a rischio la sicurezza nazionale e costituirebbero una grave violazione dei diritti umani. Una reazione veemente e alquanto sospetta, oltretutto in una situazione di grave tensione militare e mediatica fra Stati Uniti, Iran e Siria. L’ordine esecutivo è stato subito oggetto di una richiesta di chiarimenti da parte della Keshe Foundation.

Se vi interessa avere un assaggio delle innovative tecnologie proposte dalla Keshe Foundation, vi invito a guardare per intero il video (in lingua inglese) della presentazione di M.T. Keshe sull’energia libera all’evento Elektor Live!, un seminario sullo sviluppo e l’applicazione dell’elettronica tenutosi ad Eindhoven il 26 novembre 2011. Per i più impazienti è disponibile un filmato di sintesi nettamente più breve.

La lettera aperta di M.T. Keshe al mondo intero

I motivi appaiono chiari non appena si legge integralmente la lettera aperta pubblicata nei giorni scorsi da M.T. Keshe e indirizzata a tutti i cittadini del mondo. Una lettera che consente di comprendere quale possa essere la reale situazione geopolitica mondiale, le relative implicazioni in campo energetico, militare, industriale e sociale, nonché quante e quali manipolazioni, distorsioni e menzogne possano essere state architettate e diffuse dai mainstream media sull’intera questione.

In essa sono contenute due importanti dichiarazioni, ovvero:
  • la denuncia delle campagne di propaganda mediatica e delle azioni programmate e organizzate contro nazioni come Iran e Siria per descriverle all’opinione pubblica mondiale come assi del male e avviare nuove crisi internazionali;
  • l’importante e sorprendente affermazione che non vi può essere alcuna guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele poiché, in tale eventualità, questi ultimi avrebbero tutto da perdere.

Vi invito vivamente a leggere la lettera nella versione originale in lingua inglese oppure nella versione tradotta in italiano. Ulteriori approfondimenti sulla vicenda Keshe in lingua italiana sono disponibili sull’interessante sito The Iconicon Post – Art in the Age of Disclosure.

L’importante conferma scientifica di Giuliana Conforto

La Keshe Foundation afferma che diversi eminenti scienziati hanno valutato ed accettato l’applicabilità della loro tecnologia e, a supporto di questa affermazione, giunge un interessantissimo articolo intitolato “Possiamo vincere la gravità?” nel quale Giuliana Conforto, astrofisica e docente di meccanica classica e quantistica, evidenzia diverse analogie fra le sue ricerche e i fondamenti teorici di Keshe.

Da tempo, infatti, Giuliana Conforto denuncia il tabù della gravità come un mistero che la scienza ortodossa ufficiale afferma erroneamente di aver definitivamente risolto. Analogamente a M.T. Keshe, ella ritiene che la sfera di circa 300 chilometri di raggio, posta al centro del core cristallino del nostro pianeta e definita dai geofisici “inner inner core”, altro non sia che un wormhole, cioè un buco nero in istantaneo contatto con il sole vero e proprio che possiamo ammirare in cielo. Una rivoluzione astronomica e antropica che identifica questo buco nero come il sol invictus, il sole nero legato al culto di Mitra nato nell’antica Persia (l’attuale Iran, guarda caso) e propagatosi nell’antica Roma, una rivoluzione proposta per millenni e infine cancellata sia dalle religioni che dalla scienza.


In definitiva, Giuliana Conforto ritiene veritiera la tecnologia gravitazionale di Keshe e riconosce che potrebbe realmente cambiare le sorti del mondo, a meno che non venga anch’essa invischiata nei soliti giochi di potere come già accaduto per altre scoperte. Invito personalmente a consultare con attenzione le teorie e le prove che la nostra astrofisica illustra sul proprio sito web poiché le ritengo molto interessanti e in grado di fornire spiegazioni più che plausibili a diversi interrogativi esistenziali dell’essere umano.

I veri motivi della diffamazione dell’Iran

Nella sua lettera, Keshe denuncia l’esistenza di un accordo clandestino stipulato nei primi anni ’70 dai governi di Regno Unito, Stati Uniti e Francia con l’obiettivo di dominare il mercato dell’energia nucleare mondiale e sfruttare questo dominio come leva per la sottomissione economica e il controllo del resto del mondo, ad eccezione delle superpotenze di Russia e Cina. Tale accordo prevederebbe, in sintesi, il controllo del mercato mondiale e il riciclaggio di combustibile nucleare da parte di Regno Unito e Francia con il supporto fattivo degli Stati Uniti sia in campo industriale, mediante la costruzione di impianti nucleari sul territorio dei due alleati, sia in campo militare, come braccio armato per la neutralizzazione di qualsiasi possibile minaccia al disegno egemonico della triade.

L’Iran, grazie al proprio programma nucleare e alle nuove tecnologie di cui dispone, è diventato negli ultimi anni il nemico numero uno della triade, perché è assolutamente autosufficiente nella soddisfazione del fabbisogno energetico nazionale, dispone di diversi reattori nucleari e delle conoscenze necessarie a costruirne altri, ed è diventato un fornitore concorrente di carburante nucleare a prezzi vantaggiosi rispetto al cartello anglofrancese. L’Iran, inoltre, in seguito all’embargo imposto dall’occidente, ha allestito un sistema industriale per la produzione di aerei identici ai Boeing 747 ed è ora in grado di produrli in serie e di rivendere sul mercato internazionale parti di ricambio identiche alle originali a prezzi più bassi.

Come se non bastasse, dopo il guasto irreversibile della centrale nucleare canadese che produceva gli isotopi radioattivi indispensabili per strumentazioni mediche come scansione cerebrale e tomografia a risonanza magnetica, l’Iran è rimasto l’unico produttore in grado di riempire il vuoto di mercato. Grazie all’Iran, quindi, persone di tutto il mondo, compresi cittadini britannici, americani e francesi, oggi possono ancora essere curate e salvate con queste tecnologie di scansione. Nel frattempo la triade sarebbe corsa ai ripari stipulando un accordo con Germania e Belgio per la costruzione di un nuovo impianto nucleare a Mole, in Belgio, per riprendere la produzione di questi fondamentali isotopi. Finché l’impianto non sarà operativo e l’Iran resterà l’unico produttore mondiale non ci sarà alcun attacco militare nei suoi confronti, nonostante le tante dichiarazioni di facciata.

In definitiva, l’Iran sarebbe oggi un temibilissimo concorrente della triade non solo in campo petrolifero ma anche e soprattutto in quello nucleare e, come vedremo, in quello militare e spaziale.

Il ruolo centrale dell’Iran negli accadimenti planetari

La potente tecnologia di cui disporrebbe l’Iran e la pacifica supremazia che ne deriva spiegherebbero l’affollarsi di accadimenti intorno a questo paese. Ormai anche i bambini hanno perfettamente compreso che tutte le denunce sbraitate da Stati Uniti, Israele, Unione Europea e alleati vari non sono altro che falsi pretesti senza alcun fondamento.

L’Iran è stato accusato di voler sviluppare armi nucleari con una certa insistenza da parte di Stati Uniti ed Israele, cioè da due fra le prime tre nazioni al mondo in possesso del maggior volume di testate nucleari operative. L’Iran è stato additato, senza alcun prova, come responsabile degli attacchi informatici subiti da grosse compagnie petrolifere in Arabia Saudita e Qatar, mentre ci sono diverse prove che consentono di attribuire con certezza a Stati Uniti e Israele la paternità di tutti i maggiori attacchi informatici subiti dall’Iran per mezzo dei malware Stuxnet, Duqu, Flame, Gauss e Wiper.

L’Iran è stato accusato anche di fomentare lo scoppio della terza guerra mondiale, ma gli unici movimenti di mezzi militari nello Stretto di Hormuz e tutto intorno al confine iraniano sono opera degli Stati Uniti e dei suoi fidi alleati, accompagnati da esplicite e ripetute minacce di attacco militare imminente, soprattutto da parte di Israele.

Come non bastasse, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha recentemente dichiarato che le superpotenze occidentali hanno provocato l’eccezionale stato di siccità in cui sta versando il suo paese, parlando esplicitamente di operazioni di geoingegneria clandestina che bloccano sistematicamente qualsiasi perturbazione prima che arrivi sull’Iran. Sebbene la siccità non sia un fenomeno così raro in Medio Oriente, per chi conosce la geoingegneria, già adottata su vasta scala in tutto il mondo e ormai così evoluta da dover essere considerata a tutti gli effetti una vera e propria arma scalare, non è difficile immaginare che possa essere usata dai poteri criminali come arma verso una nazione che per loro è diventata una vera ossessione.

Il programma SSP

La pacifica egemonia dell’Iran nella produzione degli isotopi radioattivi non è l’unico motivo che ha spinto i paesi occidentali a mordere il freno e a rinunciare, per il momento, a qualsiasi azione militare, né tantomeno il motivo più importante. Sembra, infatti, che l’Iran disponga di un altro importante elemento a proprio favore, ovvero lo SpaceShip Program (SSP), un programma segreto di esplorazione spaziale in grado di riportare la NASA nella preistoria e che consentirebbe anche stupefacenti applicazioni in campo militare in caso di estrema necessità.

Il programma SSP potrebbe, infatti, aver fornito lo strumento tecnologico e militare con cui l’Iran ha stupito il mondo intero catturando un esemplare avanzatissimo e imprendibile di drone USA controllato in tempo reale da ben 8 satelliti, senza necessità di sparare un sol colpo e senza causare il minimo graffio.

Stando alle dichiarazioni di M.T. Keshe, però, le potenzialità militari del programma SSP sarebbero ben altre. In caso di aggressione, infatti, l’Iran sarebbe in grado di causare l’arresto istantaneo dei dispositivi elettronici di controllo delle navi da guerra e dei sommergibili ammassati nello Stretto di Hormuz, la caduta di qualsiasi velivolo o drone che varchi i confini iraniani e l’arresto assoluto di tutte le comunicazioni satellitari militari affinché nessun missile balistico intercontinentale a testata nucleare possa mai essere controllato e indirizzato verso l’Iran. Le perdite di vite umane per le nazioni attaccanti potrebbero essere immani, improvvise ed inevitabili.

Un sistema micidiale che l’Iran avrebbe promesso di usare saggiamente e solo per proteggere il proprio territorio, ma che rappresenta un’ulteriore seria minaccia per le mire egemoniche dei governi occidentali e, in particolare, della triade. Il potere distruttivo della tecnologia in possesso dell’Iran sarebbe così terribile e spaventoso che, se usato saggiamente, potrebbe realmente costringere alla non belligeranza il mondo intero per paura delle possibili devastazioni. Secondo Keshe, una volta che tutte le nazioni del mondo avranno a disposizione una simile tecnologia, essa diverrà un serio deterrente alla guerra e, di conseguenza, uno strumento di pace.


Pare che il programma SSP sia già stato presentato ufficialmente alla delegazione internazionale il 21 aprile, scatenando l’impetuosa e violenta reazione del governo USA, e sarà illustrato nuovamente al prossimo evento del 6 settembre cui sono state invitate tutte le nazioni del mondo. Qualcosa mi induce a supporre che molto potrebbe ancora succedere prima tale data.

Il possibile vero obiettivo dei worm spioni

Dopo aver letto e considerato le importanti dichiarazioni di M.T. Keshe e dell’omonima fondazione, ho finalmente scoperto una teoria affascinante e condivisibile che potrebbe dare un senso plausibile ai ripetuti tentativi del mondo occidentale di penetrare i sistemi informatici iraniani alla ricerca di specifiche informazioni come disegni tecnici, progetti, presentazioni e documenti vari.

L’Iran, infatti, ha costruito i propri impianti nucleari con sistemi della tedesca Siemens e con il supporto e la collaborazione degli Stati Uniti in passato e della Russia in tempi più recenti, perciò è logico pensare che le relative infrastrutture industriali e informatiche non siano propriamente un segreto per il mondo occidentale. La spesa e gli sforzi richiesti per l’allestimento e la diffusione dei worm di cyber spionaggio non appare granché giustificata rispetto alla scarsa appetibilità delle informazioni da sottrarre.

A meno che il vero obiettivo non fosse un altro e avesse ben altra consistenza. Il programma SSP, ad esempio, cioè una tecnologia in grado di rendere improvvisamente obsoleti tutti gli ingenti investimenti militari e spaziali fatti dagli Stati Uniti e dai loro alleati negli ultimi cinquant’anni. Una tecnologia in grado di risolvere in un colpo solo moltissimi problemi a livello mondiale e di annullare al tempo stesso qualsiasi mira egemonica e di controllo del potere corrotto e criminale. Una tecnologia in grado di abbattere le differenze fra aree ricche e aree depresse del pianeta, di togliere senso ai confini internazionali e di portare pace, abbondanza e sviluppo planetario sostenibile.

Una tecnologia che verrà offerta in contemporanea a tutto il mondo in un evento intitolato “The World Peace Invitation and Release of Technology – The Second International Presentation”. Nei prossimi mesi potrebbero pertanto verificarsi accadimenti di portata mondiale con effetti considerevoli sulla nostra società e sulla vita di ognuno di noi, portandoci probabilmente a compiere un balzo evolutivo (inizialmente solo tecnologico) di proporzioni che oggi, per la maggior parte di noi, sono ancora inimmaginabili.

Il grande cambiamento all’orizzonte

A prescindere da questo teatrino di accuse reciproche, nel quale ritengo non esistano innocenti, qualora una tecnologia avanzata e potentissima come la MAGRAVS venisse finalmente usata per il bene comune e distribuita a tutte le popolazioni del pianeta, essa potrebbe realmente rendere del tutto inutile qualsiasi tentativo di conquista della supremazia sulla popolazione in qualsiasi forma: militare, energetica, economica o finanziaria.

Una tecnologia così potente può finalmente rendere l’essere umano moderno autosufficiente e in grado di assolvere in autonomia a qualsiasi necessità di sostentamento e di spostamento. In un tempo relativamente breve, il colossale impero costruito sul petrolio, sulla medicina ufficiale e sugli armamenti verrebbe spazzato via, liberando l’umanità da una schiavitù che dura da troppo tempo. Malattie, siccità, carestie, pestilenze, inquinamento, contaminazione ambientale e guerre, tutto diventerebbe solo un ricordo poiché la vera tecnologia avanzata non sarebbe più nelle mani di pochi criminali spietati, bensì a disposizione di tutti i popoli per il progresso della razza umana, non solo sotto l’aspetto tecnologico. Ecco perché l’Iran è coinvolto in molti dei più eclatanti eventi degli ultimi tempi, perché costituisce l’epicentro della guerra cibernetica, perché è sempre nei funesti pensieri dei governi occidentali e viene sistematicamente diffamato ed attaccato dai mainstream media.


L’Iran, in tutto questo processo, potrebbe realmente avere un ruolo centrale importantissimo ed essere il vero catalizzatore del futuro risveglio planetario dallo stato di incosciente sottomissione che mantiene frenati i popoli, soprattutto quelli occidentali. Il risveglio di massa consentirebbe finalmente a tutti noi di vedere con i nostri occhi, in maniera chiara e lampante, tutti gli inganni e le azioni criminali cui siamo stati e siamo tuttora soggetti ad opera delle élite di potere, dei governi corrotti, dei politici falsi e depravati, di tutti coloro che dovrebbero operare per il bene dell’umanità e avrebbero un’enorme responsabilità che è stata però sistematicamente tradita. Gli stessi che stanno tentando di tutto per screditare e infamare l’Iran, che hanno oscurato qualsiasi notizia sulla tecnologia Keshe, che vogliono a tutti i costi infiammare il Medio Oriente per avviare una nuova guerra mondiale ad unico vantaggio degli stessi, maledetti e occulti fini. Chi rappresenta, adesso, il vero asse del male?

Il crollo della schiavitù economica, energetica e militare potrebbe dare il colpo di grazia al già pericolante sistema finanziario mondiale, basato sul dollaro statunitense, una moneta ormai completamente priva di controvalore. In aggiunta, la Cina ha recentemente annunciato di aver avviato un nuovo sistema finanziario che consentirà alle nazioni di tutto il mondo di commerciare il petrolio in yuan e non in dollari, sterline o yen, svincolandosi completamente dalle valute occidentali. La Russia ha subito scelto di fornire alla Cina tutto il petrolio di cui hanno bisogno senza usare il dollaro americano come riferimento. Da oggi, quindi, qualsiasi nazione che voglia ricorrere al nuovo sistema finanziario potrà farlo, compreso il tanto bistrattato Iran che potrà così aggirare l’embargo e le sanzioni arbitrariamente comminate dalle élite occidentali.

Si prevedono tempi duri per chi ha mantenuto il potere fino ad oggi con le guerre, lo sfruttamento, la dittatura travestita da democrazia, il crimine, la crudeltà, l’inganno e la schiavitù, cioè chi non ha capito e non vuole ancora capire che è tempo di cambiare. Per tutti.

FONTE: ettore guarnaccia

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