giovedì 31 ottobre 2013

SCIE CHIMICHE E PIRATERIA GIUDIZIARIA

E' ormai purtroppo confermata la notizia del sequestro dei PC degli autori del sito Tanker Enemy.
La nostra solidarietà a chi viene perseguitato solo perchè ha il cruccio di diffondere la verità
Di seguito l'articolo di Gianni Lannes e la cronaca dell'accaduto ripreso dal sito dei Marcianò


di Gianni Lannes
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/10/scie-chimiche-e-pirateria-giudiziaria.html

Un'idea non la puoi arrestare: impossibile sequestrare la conoscenza. Un intollerabile abuso di potere con sprezzo del ridicolo! Anzi, prove concrete di regime totalitario. Ieri la Polizia Postale ha fatto irruzione nella casa dei fratelli Marcianò (che non conosco personalmente e non ho mai incontrato, ma apprezzo il il loro encomiabile lavoro informativo) e ha sequestrato computers e materiali sulle scie chimiche. Una tale prova di forza è un segno evidente di debolezza del potere dominante.

I Marcianò, come è abbastanza noto, da anni fanno informazione in materia! Ammettendo per assurdo che la guerra ambientale con finalità segrete, ma palese nei suoi effetti, sia una leggenda metropolitana, allora perché sequestrare la documentazione a queste persone che non hanno fatto del male?

Sono curioso di leggere la motivazione in eventuale punta di diritto che il magistrato ha usato per giustificare un simile atto. E già che ci siamo anche nome e cognome del pm per potergli porre qualche domanda.

In pratica la magistratura, almeno fino a questo momento, invece di "arrestare" gli aerei che ogni giorno partono e decollano da aeroporti sul suolo italiano che scaricano veleni tossici (alluminio, bario, polimeri artificiali) su milioni di ignare persone, cerca di tappare la bocca a chi ha commesso lo "psico-reato" di raccontare la realtà dei fatti. Intollerabile per chi comanda.

Ecco, se adesso qualcuno pensa ancora di vivere in uno Stato di diritto, ha la riprova concreta del contrario. Se il sistema di potere dominante giunge a questo abominio con una gravissimo atto intimidatorio, allora è in crisi profonda. Tutti muti e obbedienti, anzi ossequienti.

Non fatevi illusioni. In Italia la democrazia è stata ammazzata già da un bel pezzo! Siamo vittime e cavie di una guerra ambientale non dichiarata. E guai a chi fiata!

Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere, perché conoscere è saper leggere, interpretare, verficare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.

Se chi comanda nel nostro Paese per conto di entità terroristiche straniere, pensa di poter impensierire o fermare il risveglio della coscienza umana con simili atti, usando l'arma giudiziaria, è già fuori dall'alveo umano e dalla storia della civiltà.

Invito ogni persona di buona volontà a diffondere urbi et orbi i contenuti di denuncia sull'aerosolterapia bellica in atto contro la popolazione inerme.

Dunque, è stato appena inventato un nuovo reato: la diffusione documentata di informazione consapevole. L'unico compito assegnato dal legislatore alla magistratura è quello di far applicare la legge. Non altro. Se ciò accade, la magistratura, o meglio alcuni magistrati sono fuori dalla legalità. Ne tengano conto i togati telecomandati prima di mettere in atto eventuali altri atti intimidatori. La giustizia viene "amministrata" in nome del popolo sovrano, non del tiranno di turno.

E' in atto il più grande crimine contro l'umanità. L'unica cosa da fare è promuovere una mobilitazione popolare con uno sciopero generale ad oltranza, pacifico e nonviolento che paralizzi tutta l'Italia, fino a quando questi parassiti che hanno inquinato i gangli delle istituzioni saranno costretti a togliere il disturbo per sempre. L'unione fa la forza!

E a proposito di citazioni, ecco cosa aveva scritto Vittorio Alfieri nel 1790:

"TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo”.

Un padre della Costituzione repubblicana italiana, Giuseppe Dossetti: ha argomentato:
"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino".

La segretezza è il principio della tirannia. Frignare non serve a niente, piuttosto bisogna combattere concretamente l'annientamento dell'essere umano pianificato da chi detiene il potere economico e politico! L'informazione libera e indipendente è il sale della democrazia.


SU LA TESTA!
http://www.youtube.com/watch?v=Cpsdmc7KIm4
http://www.youtube.com/watch?v=BGRWniToi68



Si legga al proposito anche:
http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/10/censurata-la-denuncia-delle-scie.html
http://www.stampalibera.com/?p=67964
http://ningizhzidda.blogspot.it/2013/10/lo-hanno-scritto-loro.html



Una “giustizia” a senso unico: i fratelli Marcianò nel mirino di una certa magistratura
giovedì 31 ottobre 2013

Giustizia non esiste là ove non vi è libertà. (Luigi Einaudi)

LA CRONACA

30 ottobre 2013, ore 7.00. Cinque agenti della Polizia postale di Imperia, su disposizione del Pubblico Ministero, Dottoressa Maria Paola Marrali, eseguono la perquisizione dell’appartamento ed il sequestro del materiale informatico allocato sui dischi rigidi. Il materiale, comprendente video, memorie difensive, programmi etc., appartenente a Rosario e ad Antonio Marcianò, è così a disposizione della Magistratura che ha deciso di acquisirlo e di compierne una ricognizione per ricavarne eventuali prove da usare a loro carico, a seguito di querela per diffamazione (sic) sporta dalla Signorina Serena Giacomin e dal Signor Massimo Della Schiava. Quest'ultimo peraltro dai Marcianò querelato, ma senza risultato alcuno. Non solo, due agenti, recatosi nella sala professori del Liceo “G.D. Cassini”, hanno poi perquisito l’armadietto di Antonio Marcianò.

LE NOSTRE VALUTAZIONI

In primo luogo, il sequestro, in seguito ad una semplice querela per diffamazione (sic), ci pare atto per lo meno eccessivo, se non illegittimo. Se si ravvisano gli estremi per un’offesa all’onorabilità di una persona, si può e si dovrebbe agire in modo differente, ad esempio, decretando la rimozione di un articolo o di un commento. Se il reato è stato compiuto usufruendo di strumenti della Rete, si interviene sugli strumenti messi a disposizione da Internet e non con la requisizione fisica dei dischi rigidi. Gli scopi di una misura tanto draconiana sono altri? Sottrarre materiale utile alla divulgazione di informazioni circa il genocidio noto come “Geoingegneria clandestina”? Scovare documenti (anche previo idoneo aggiustamento?), che possano essere usati per una raffica di nuove, strumentali accuse e farseschi procedimenti contro Rosario ed Antonio Marcianò? Sono legittime domande che ci poniamo, poiché saremmo inclini a ritenere che il fine vero dell’incursione sia quello di escogitare qualche stratagemma per incastrare Rosario ed Antonio Marcianò.

La lettura del “decreto di perquisizione personale e locale” è comunque molto istruttiva per comprendere il livello infimo cui è precipitata la “giustizia”. A parte la bislacca espressione “scie luminose”, anziché “scie chimiche” impiegata quasi certamente per tentare di schivare la questione cruciale – in sede di eventuale processo diventerà, invece, l’unico argomento su cui i sottoscritti si pronunceranno - è palese che l’iniziativa giudiziaria è viziata da un atteggiamento persecutorio. Non si intende trovare gli estremi di un reato, ma con il pretesto di un ipotetico reato, soffocare la libertà di ricerca (art. 33 della Costituzione, comma 1) ed il diritto ad esprimere il proprio pensiero (art. 21). Siamo di fronte alla perversa, prevaricatrice volontà di perseguire le opinioni, comunque siano espresse, ogni qual volta non coincidono con il pensiero dominante e con le versioni della tirannide politico-scientifica.

Qual è la genesi di un’iniziativa vergognosa e liberticida come questa? L’aver “offeso” (ed è ancora tutto da dimostrare) l’onorabilità dei signori sopra citati. Siamo sinceri e netti: che coloro abbiano una sfilza di titoli accademici o la licenza elementare non ci interessa minimamente. Il decreto è grottesco dove è scritto che i querelanti sono “soggetti in possesso di titoli di studio e competenze specifiche nella materia menzionata”. Che significa ciò? Che tutti gli altri sono degli ignoranti? Che quei due sono depositari della verità rivelata? Che nessun altro ha conseguito una laurea? Se essi definiscono la geoingegneria clandestina “scie luminose”, significa che non hanno compreso un fico secco della “materia menzionata”. Ammettiamo pure che siano competenti: la loro competenza dove si manifesta? Hanno mai confutato le argomentazioni nostre e degli scienziati che da decenni denunciano la guerra climatica? Scrivere degli insulti o falsificare la carta d'identita di Rosario Marcianò significa confutare? Quale reputazione avremmo leso? Se li abbiamo definiti negazionisti, è termine che si addice loro: infatti i negazionisti sono coloro che non ammettono la conclamata esistenza delle illegali attività chimiche nei nostri cieli. Vogliamo quantificare gli improperi, le ingiurie, le calunnie che i disinformatori producono in quantità industriale ogni giorno? Perché gli elaboratori dei negazionisti non sono mai stati posti sotto sequestro? Perché le innumerevoli denunce da noi presentate per delitti ben più gravi della diffamazione si sono quasi tutte volatilizzate?

La “giustizia” - ci insegnano i sofisti greci – è solo la legge del più forte e del più furbo. Dunque non ci illudiamo che essa possa seguire un corso ispirato a principi di imparzialità. Siamo qui per denunciare le storture e le sopraffazioni di un sistema iniquo e corrotto, asservito ai poteri forti, succubo e complice di una cricca di negazionisti. Che i depistatori siano laureati o no, non intercorre alcuna differenza. Laurea non è sempre sinonimo di amore per la verità né di rettitudine. Anche il Dottor Mengele era laureato. Se la scienza è connivente con gli scopi turpi dell’establishment non è scienza, ma depravazione. Se abbiamo contestato la supposta “scientificità” dei due, ne siamo orgogliosi. Riteniamo un preciso, ineludibile dovere dichiarare le scelleratezze degli apparati e le connivenze di chi le copre con la diuturna disinformazione sulla Rete e sui quotidiani. Aver affermato che i due in parola hanno diffuso informazioni erronee e distorte circa la geoingegneria clandestina ridonda a nostro onore: in questo modo abbiamo insegnato loro come si compiono le ricerche e quali sono i princìpi chimico-fisici con cui si può formare una scia di condensazione.

Ciò precisato, non rinunciamo a continuare con le nostre ricerche, traduzioni ed analisi, nonostante l’abnorme danno causato, in primis la perdita dei filmati. Non esitiamo a deprecare alcune affermazioni all’interno del dispositivo dove è scritto “gli indagati risultano altresì titolari di numerosi siti utilizzati alle medesime finalità”. Questa ci pare diffamazione, perché i nostri blog sono volti ad informare, non a screditare. Come potremmo screditare chi è già di per sé privo di credibilità? Non esitiamo a deplorare che il fazioso decreto esprime già dei giudizi di merito, prima che sia acclarata un’ipotetica diffamazione.

Siamo consapevoli che la schiacciasassi della “giustizia” non si fermerà. E’ proprio per questo che seguiteremo ad esporre atti intimidatori, vessazioni, tentativi di censurare, minacce, denigrazioni a mezzo stampa… Proseguiremo nel rintuzzare gli attacchi, fino a quando gli avvelenatori ed i loro servi non avranno ricevuto quello che si meritano. Sapremo aspettare, se sarà necessario.


RINGRAZIAMENTI
In questo frangente intendiamo ringraziare TUTTI gli amici (molti dei quali blogger ed autori) che hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro sostegno con articoli, video, messaggi etc.


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