sabato 11 febbraio 2012

ALLARME DALLA NASA: “2012, UNA TEMPESTA SOLARE CI SPEGNERÀ”

Durante il 2012, secondo il calendario Maya, finirà un’era del Mondo. Il fatto di non conoscere se questa fine sarà di tipo positivo o negativo, per ovvi motivi, non fa altro che aumentare il fascino della data, nello specifico il 21/12/2012.
Ad accrescere il mistero mancava soltanto l’annuncio della Nasa che, proprio di recente, ha diffuso un dossier di 145 pagine realizzato dalla Us Nationa Academy of Science che evidenzia un importante aumento delle attività solari che potrebbero causare disservizi e danni ai diversi sistemi elettronici terrestri.




Sistemi elettronici a rischio
Lo scenario rappresentato nella relazione, inevitabilmente, richiama alla memoria un intenso fenomeno magnetico verificatosi nel 1859. Se una tempesta solare di tale portata dovesse riverificarsi oggi, l’umanità potrebbe subire una regressione tecnologica senza precedenti. Per i più catastrofisti questo evento porterebbe ad una crisi economica di proporzioni incalcolabili, ben peggiore di quella che sta colpendo l’Europa e gli Usa. Ci sono poi gli ottimisti che, forti del fatto che una tempesta solare eccezionale si è già verificatasi tra il 22 ed il 23 gennaio 2012 senza particolari conseguenze, ritengono che le prossime ci scivoleranno sopra allo stesso modo.


La notizia è di quelle che faranno tremare, in primo luogo, i rappresentanti duri e puri della generazione “always on”: quelli sempre connessi, via web – ovviamente wireless -, via cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le conseguenze dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il 2012 minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e, addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese dotato anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra tre anni, infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta solare che nel 1859 “spense” completamente le tecnologie di comunicazione negli Stati Uniti e in Europa.

Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale americano.

La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.


Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che “i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. “Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle tempeste”, conclude la ricerca, “Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.




La Nasa apre una sezione speciale sul proprio sito
Nonostante tutto, c'è da chiedersi in quale misura le prossime tempeste possano influenzare la nostra vita e la nostra società. La Nasa ha persino aperto una speciale sezione sul suo sito nella quale cerca di rassicurare l'opinione pubblica. Il portale, in poche ore, è stato preso d’assalto e inondato con oltre 5 mila messaggi inviati da persone preoccupatissime: alcune hanno persino domandato se fosse il caso di ricorrere al suicidio, banalmente singolo o spettacolarmente di massa.

Intanto Charles F. Bolden, Amministratore NASA, invia un video messaggio ai dipendenti dell'agenzia, nel quale esorta tutti a stare allerta, a predisporre un piano di sicurezza per le proprie famiglie e prepararsi ad eventuali emergenze

il messaggio originale, presente sul sito della NASA, è qui



Cosa accadrà dunque nessuno sembra saperlo, neppure gli studiosi delle civiltà precolombiane, che non si sono mai messi d’accordo neanche sul preciso significato del calendario Maya.



FONTI:
oliviero mannucci
solleviamoci

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